Saturday, January 13, 2001

Qui sotto trovate il bando del Premio Solinas per soggetti e sceneggiature. Stampatevelo!

E'stato indetto il bando per il Nuovo Premio Solinas, edizione 2001, "Scrivere per il cinema".
L'intento degli organizzatori è di evidenziare l'importanza delle storie e della scrittura nel contesto della creazione di un film, scoprendo nuovi talenti e sostenendo, in particolare, il processo di sviluppo della sceneggiatura.
Il Premio si articolerà quest'anno in due fasi: un concorso per "storie originali e inedite per il cinema" al quale si potrà partecipare con soggetti cinematografici per film di lungometraggio (in palio sono 3 borse di scrittura, quale contributo allo sviluppo della sceneggiatura); un concorso per "sceneggiature originali e inedite per il cinema", al quale saranno ammesse tutte le sceneggiature tratte dai soggetti finalisti delle passate edizioni. Per il 2001 possono partecipare i finalisti - sezione soggetti - degli anni 1997, 1998, 1999 e 2000 del Premio Solinas.
I soggetti dovranno essere spediti entro il 15 febbraio 2001; la scadenza per l'invio delle sceneggiature è invece fissata al 5 giugno 2001.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere direttamente al Premio Solinas, Via Alessandro III, n° 6, 00165 - Roma. Tel. 06. 6382219/6385382 - Fax 06. 6385720. Oppure consultando l'indirizzo internet www.premiosolinas.org.

Friday, January 12, 2001

PATRICIA HIGHSMITH

Come si scrive un giallo
Teoria e pratica della suspense


1. “Scrivere gialli” o scrivere e basta?

Intanto, non è un libro dedicato solo a chi scrive gialli. E neppure solo a chi scrive libri. E’ un testo nel quale Patricia Highsmith, forse la più grande scrittrice di suspense contemporanea (è morta cinque anni fa, in Svizzera), dà alcuni consigli utilissimi sulla trama. Sulla narrativa che si organizza intorno alla trama, e non intorno al monologo interiore dei personaggi.

2. Psicologia o trama? Possono coesistere?

Anche se i suoi romanzi – “Delitto per delitto” e “Il talento di Mr. Ripley” i suoi più famosi – non trascurano affatto l’aspetto psicologico. Anzi, i suoi personaggi hanno grandi problematiche interiori, riflettono e fanno riflettere sulla loro identità e sulla natura umana in generale. Basta pensare a “Mr. Ripley” che è un romanzo tutto sulla ricerca di identità di uno che ne ruba troppe. O a “Delitto per delitto” dove il vero tema è che uno, assumendo il delitto dell’altro, diventa l’altro.
Però tutto questo accade attraverso le loro azioni. Attraverso la trama.


3. Chi è uno scrittore?

Nella Prefazione Patricia Highsmith dice una cosa molto incoraggiante: chi sente di esporsi, di raccontare le sue emozioni, il suo atteggiamento nei confronti della vita ad un pubblico, è già uno scrittore. E dice che una formula per la scrittura di successo non c’è. Credo che sia vero.

4. C’è una formula per il successo?

Ci sono delle regole per organizzare meglio le proprie idee. E poi vedremo come Raymond Carver insiste molto sull’idea che uno scrittore – dunque anche uno scrittore di cinema – deve essere prima di tutto sincero. Sincero con se stesso, con i suoi personaggi, con le cose che racconta.



CAPITOLO 1. Il germe di un’idea.


1. Quando vengono le idee?

Le idee possono venire – ovvio – in qualunque momento. Gli spunti possono essere qualsiasi cosa. Il problema delle idee è che molte di esse sono idee del tipo “e allora?”. Quando raccontandole a qualcuno lui pensa “e allora?” vuol dire che come minimo occorrono delle complicazioni.


2. Il coraggio di buttare via.

A pagina 9 dice una cosa molto interessante. Dice che le è accaduto di buttare via un sacco di appunti. Un giorno ha scritto “quanto precede sono tutte sciocchezze”. E si mette a lavorare soltanto sull’ultima idea della trama. E tutto comincia ad andare benissimo. Che cosa dimostra questa storia? Che bisognerebbe avere sempre il coraggio di buttare via la zavorra, quello che non va.

Dice anche un’altra cosa, a pagina 10: che per uno scrittore non è quasi mai utile sentire le storie altrui. Con il commento fatale “tu puoi farne un racconto straordinario”. Perché se sono di un altro, è come un trapianto di un organo. C’è il rigetto. Questo è il motivo per cui non si ha molta paura di essere copiati. Lo scrittore vero, quando un amico gli racconta “una storia” lo ferma dopo poche parole. Il resto lo immagina da sé.

Patricia Highsmith sembra credere molto a una cosa definibile come lo scontro di due idee. Quando le viene un’idea, un embrione, qualche cosa che può diventare una storia, questa idea non comincia veramente a costruire una storia fino al momento in cui incontra un’altra idea. Esempio: per un anno le gira in testa la storia di un bambino tiranneggiato dalla madre. Poi, un giorno, vede una ricetta per tartarughe, che vanno gettate vive nell’acqua bollente. C’è la morte, nella ricetta della zuppa di tartaruga, e l’orrore. A quel punto, immagina che la madre del bambino porti a casa la tartaruga per farci una zuppa, il bambino crede che sia per lui, va da un compagno di scuola, gli dice “domani te lo faccio vedere”, poi torna a casa e assiste all’uccisione della tartaruga. Indi ammazza la mamma. Con il coltello che lei ha usato per la tartaruga.

Questo lungo esempio serve a capire che un’idea è ancora un frammento di realtà. Due idee sono una storia. Vuol dire che un’idea è ancora qualche cosa che appartiene al piano di ciò che è accaduto veramente: due idee venute da due origini diverse creano qualche cosa che nella realtà non esiste, ma che potrebbe accadere: una storia.

Per raccontare qualcosa, occorre fare scontrare, reagire chimicamente almeno due diversi frammenti della nostra esperienza.

Secondo esempio: le viene in mente un tappeto come mezzo per occultare un cadavere: un tappeto trasportato in pieno giorno. Ma intanto, per rendere la cosa interessante, il cadavere NON ci deve essere, dentro. Però manca la seconda idea. Dopo un po’, eccola. Viene da lontano. Uno scrittore trova un argine esilissimo fra la vitae le trame che inventa. Così decide di creare una situazione da giallo. Trasporta un tappeto, dentro il quale NON c’è un cadavere. Ma la gente comincia a pensare che ci sia.

“Talvolta sono proprio le persone più importanti, quelle di cui ci innamoriamo, ad agire quanto alla scintilla dell’ispirazione con la stessa efficacia di un isolante”. Lo dice lei, ed è vero. L’ispirazione nasce più facilmente da persone appena intraviste, da gesti colti al volo per strada. Credo, personalmente, che una persona amata sia troppo complessa, sia un mondo troppo vasto per fornire gli spunti piccoli, persino episodici, che occorrono a una storia.

I taccuini.

Highsmith dice che occorre annotarsi le idee. “Raccomando caldamente i taccuini agli scrittori. Uno piccolo se si sta fuori tutto il giorno. Uno più grande, se si ha la fortuna di stare in casa”. Ha ragione. Bruce Chatwin impazziva se perdeva i suoi taccuini, durante i viaggi. Nei periodi sterili bisognerebbe sfogliare i taccuini. E alcune idee potrebbero cominciare a muoversi.

CAPITOLO 2. USO DELL’ESPERIENZA

Una cosa interessante: una commedia – o un racconto, credo – dovrebbe iniziare il più vicino possibile alla fine della storia. cioè. È inutile stare a fare tanti preamboli, cominciare da Adamo ed Eva, anche se vorremmo.

La Highsmith scrive in ordine cronologico. Comincia dall’inizio della storia e va avanti. Ma ci sono alcuni che scrivono prima la scena clou. Che magari andrà a tre quarti del libro.

Terzo consiglio che dà, eccezionale. “Non scoraggiatevi di fronte a un rifiuto. Trovate del buono, trovate che esistono altre idee dentro la prima, che magari non era sfruttata al meglio. E poi dice: un manoscritto respinto davvero – cioè circa venti volte, non due o tre – e questo credo dia molta fiducia a chi se lo è visto respingere sei o sette volte.


Corso di sceneggiatura.

Per tutti gli allievi,
il sito web da cui partire per OGNI esplorazione è questo:

www.mclink.it/doc/informazione/cinema.htm

Andate alla pagina "scrivere per il cinema" e cominciate a guardare le centinaia di pagine che vi sono linkate. Consigli per gli sceneggiatori, sceneggature complete on line, eccetera. Attenzione: quasi tutte sono in inglese.

Hello, My Name is Giovanni Bogani and this is my web page.

Qui troverete notizie di due tipi:
sul libro "Blu", che forse un giorno sarà pubblicato,
e
materiali, articoli, schemi sulla sceneggiatura.

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